Costruiamo Futuri Migliori
Siamo Border Souls, anime senza confini diventalo anche tu!

Chi Siamo
Border Souls è un’associazione di volontariato attiva in zone di conflitto, impegnata nel fornire aiuti umanitari e nel costruire ponti culturali tra popoli. Attualmente operiamo nella Striscia di Gaza, dove ci occupiamo della distribuzione di acqua e cibo, coprendo logisticamente sia l’area sud, da Khan Younis, sia il centro-nord.
Siamo presenti anche in Cisgiordania, dove collaboriamo da anni con diversi villaggi sotto occupazione. Qui promuoviamo progetti artistici e fotografici rivolti ai minori che hanno vissuto l’esperienza del carcere israeliano, offrendo loro uno spazio espressivo e di rinascita.
Antonietta Chiodo
Presidente di Border Souls è attiva da molto tempo nel mondo dei diritti umani come reporter e foto reporter indipendente, ha vissuto per molto tempo nella Cisgiordania occupata pubblicando numerose inchieste su diversi media di informazione e portando a compimento progetti filantropici per i minori palestinesi, impegnata assiduamente alla lotta contro la pedofilia e per la tutela dei diritti dei minori. Antonietta ha documentato nell’arco dsi vent’anni i diritti umani attraverso inchieste sul campo in zone di conflitto, si è occupata per molto tempo di intervistare e dare sostegno a donne vittime della tratta.
Per molti anni ha scritto su agenzie di stampa internazionali sino a quando ha compreso che forse era arrivato il momento insieme a persone fidate di costruire qualcosa di importante, che restasse nel tempo come testimone alle generazioni future.
Nel giugno 2025 è stata portavoce nazionale per la Global March To Gaza conducendo in totale sicurezza la delegazione italiana al Cairo.
Una Voce per la Pace
Il progetto Una voce per la pace porta l’informazione direttamente nelle scuole italiane per rompere il silenzio sui conflitti. Grazie a collegamenti in streaming, studenti e professori hanno l’opportunità di confrontarsi direttamente con esperti e testimoni, dialogando e ponendo domande in tempo reale.
- Oltre 20.179 bambini uccisi e più di 44.000 feriti nella Striscia di Gaza dall’inizio delle ostilità. Migliaia di minori risultano ancora dispersi sotto le macerie. [
- Violazioni del cessate il fuoco: Nonostante l’accordo di tregua siglato a ottobre 2025, la violenza non si è fermata. Più di 340 bambini sono stati uccisi nell’anno successivo all’accordo, con una media di circa una vittima al giorno.
- In Cisgiordania: Nel corso degli ultimi due anni si registrano oltre 174 minori uccisi, più di 1.500 feriti e circa 500 bambini detenuti

I bambini sono la nostra priorità
Operiamo nella Cisgiordania Occupata e nel nord estremo della Striscia di Gaza.
- Malnutrizione: Il blocco degli aiuti e la distruzione delle catene di approvvigionamento costringono migliaia di minori alla malnutrizione acuta. Il tasso di ritardo della crescita dovuto a malnutrizione cronica si attesta attorno al 12,2% per i bambini sotto i 5 anni.
- Acqua e igiene: Circa l’82% della popolazione non ha accesso sicuro all’acqua potabile. La distruzione delle infrastrutture idriche (oltre il 90% danneggiato) causa epidemie continue di diarrea cronica, epatite ed esiti da meningite.
- Istruzione azzerata: Oltre il 97% delle scuole a Gaza è stato distrutto o gravemente danneggiato, privando di fatto un’intera generazione del diritto allo studio.
Cosa Facciamo
01.
— Creiamo e Finanziamo Progetti Concreti
Attiviamo risorse grazie al sostegno di donazioni e alla forza dei nostri attivisti impegnati nella tutela dei diritti umani. Ogni contributo si trasforma in un progetto reale, dedicato alla crescita personale di individui in contesti di conflitto e marginalità.
02.
— Costruiamo Reti, Generiamo Futuro
La nostra esperienza nasce dal lavoro instancabile del Presidente e del Vicepresidente, da anni attivi nella cooperazione e nell’impegno sociale. Mettiamo al centro la creazione di reti solide e durature, capaci di generare opportunità, alleanze e cambiamenti concreti.
03.
— Potenziamo le Persone, Non Facciamo Beneficenza
Border Souls non si limita ad aiutare: rafforziamo. Il nostro obiettivo è l’empowerment psicologico ed economico dell’individuo, per restituirgli piena autonomia e dignità. Non assistenzialismo, ma costruzione di forza interiore e indipendenza.
04.
— Educare per Oltrepassare le Barriere
Abbattere i pregiudizi culturali è la chiave per costruire un futuro condiviso. Lavoriamo attraverso il dialogo umano e relazioni autentiche, per educare al rispetto, alla comprensione e all’apertura verso ogni cultura. Teniamo conferenze negli istituti secondari di primo e secondo grado per informare i giovani di cosa siano realmente i diritti umani e di quanto sia importante rispettarli anche nelle nostre vite private.
05.
— Assistenza Diretta nei Territori di Crisi
Siamo presenti attivamente nella Striscia di Gaza, portando cibo, acqua e supporto psicologico alle famiglie, con particolare attenzione a donne e bambini. Ogni intervento è immediato, concreto e mirato a dare sollievo e speranza a chi vive in condizioni estreme.
06.
— Collaboriamo per Crescere Insieme
Crediamo nella forza della cooperazione. Per questo sviluppiamo progetti e creiamo eventi insieme a realtà affini alla nostra mission, promuovendo crescita personale, artistica ed educativa come strumenti di trasformazione sociale.
Vi Raccontiamo alcune delle nostre storie
La Storia di Majoud
Majoud è un ragazzo poco più che ventenne, ma dentro di lui abita l’anima luminosa di un sognatore.
Fin da bambino ha coltivato un desiderio che può sembrare insolito in un luogo come la Striscia di Gaza: diventare un clown di strada. Sui suoi trampoli, tra risate e piccoli giochi, ama regalare ai bambini un momento di spensieratezza, un sorriso che riesca a illuminare anche il cielo più grigio.
I ragazzi di Tqu
Nel 2017, Antonietta Chiodo decise di trasformare un sogno in coraggio, e il coraggio in azione.
Scelse di avviare un progetto artistico e umano nel villaggio di Tqu, in Cisgiordania — una delle zone più pericolose e delicate del territorio, circondata da insediamenti di coloni e segnata dalle continue incursioni dei militari israeliani. Era un luogo dove la paura era parte della quotidianità, e dove anche un gesto semplice come camminare per strada poteva diventare un atto di resistenza. Al progetto presero parte quattordici ragazzi, tra i tredici e i diciassette anni.
